Residenze d’artista: nuove opportunità di dialogo, confronto e ispirazione per giovani emergenti

ART IN RESIDENCE. Nuove opportunità di dialogo, confronto e ispirazione per giovani artisti ART IN RESIDENCE. Nuove opportunità di dialogo, confronto e ispirazione per giovani artisti indietro

Tutto parte dalle Mille e una notte con i suoi tappeti volanti che trasportavano i protagonisti – ma anche noi bambini che ascoltavamo le loro avventure – in mondi lontani e sconosciuti.  È al mondo delle favole e alla loro fascinazione che si è ispirata Benedetta Carpi De Resmini nel pensare a Magic Carpets, il progetto Europeo co-finanziato da Europa Creativa, che ha dato modo ad artisti emergenti di 14 nazioni europee di viaggiare per l’Europa e di operare nei territori ospitanti valorizzando da un lato la propria matrice identitaria, ma nello stesso tempo contaminandola e facendola evolvere grazie al rapporto con gli artisti e il luogo di “atterraggio”.

Benedetta Carpi De Resmini
Benedetta Carpi De Resmini

«Sembra un controsenso: far viaggiare le persone per scoprire le proprie radici». Ci dice Benedetta Carpi, «Sono partita dall’idea della narrazione, dalla favola, una delle forme più importanti di trasmissione orale. Quando le nostre nonne ci raccontavano le favole, noi le facevamo nostre trasformandole con l’immaginazione: allo stesso modo anche gli artisti coinvolti vengono a scoprire le caratteristiche delle realtà con cui vengono a contatto, le approfondiscono creano nuove storie, e le connettono con le proprie radici».

Magic Carpets è una piattaforma che permette ad artisti giovani o emergenti di lavorare con una particolare attenzione all’impegno sociale nei campi più disparati dell’arte (arti visive, performative, arte on line, teatro), connettendosi con le comunità artistiche locali grazie alla permanenza in Residenze d’artista. Ogni anno circa 26 giovani artisti provenienti dai 14 paesi partner del progetto hanno l’opportunità di trascorrere un anno lavorando presso una Residenza in una delle nazioni aderenti al progetto.

«Le Residenze d’artista rappresentano un’occasione straordinaria: attraverso questi scambi si possono valorizzare gli artisti emergenti della propria nazione e allo stesso tempo costruire una identità culturale condivisa». Aggiunge Carpi: «Abbiamo coinvolto partner di tutta Europa: da vari paesi dell’Unione Europea allargata, Serbia, Georgia, Croazia e poi Romania, Francia, Portogallo, UK, Danimarca, Repubblica Ceca, Irlanda, Germania, Lettonia, Italia e Lituania». Quest’ultima è stata la capofila del progetto.

«Il tutto è nato da una conversazione avuta alcuni anni fa con la direttrice della Biennale di Kaunas in Lituania. Abbiamo pensato di partecipare al bando di Creative Europe e abbiamo deciso che fossi io a ideare questo progetto. È stato un impegno molto sfidante anche perché in quel momento Latitudo, la società con la quale abbiamo partecipato al progetto e per la quale lavoro, si era affacciata da poco nel settore arte. Lavoravo in Latitudo solo da un anno e ho avuto la possibilità di seguire ogni fase della progettazione di questa piattaforma».

Oltre a valorizzare il lavoro degli artisti, questa piattaforma permette anche la crescita di altre figure professionali legate al mondo dell’arte.

«Sì – ci conferma Carpi – ognuno dei partner individua un giovane curatore emergente che si interfaccia con i singoli artisti in Residenza. È un’occasione anche per i giovani curatori di crescere e di farsi una esperienza significativa. E oltre alle Residenze d’artista esistono Residenze anche per i curatori». Trascorrere un anno in una Residenza è un’opportunità straordinaria perché non viene offerto solo un luogo in cui abitare, ma soprattutto uno spazio dove poter creare, possibilmente in connessione con gli artisti localiNel progetto Magic Carpets, ad esempio, questo avviene in modo diverso in base alle disponibilità del partner e cambia di paese in paese. «Noi, oltre a un appartamento dove stare, abbiamo messo a disposizione degli artisti che ospitiamo uno studio al Pigneto, dove operano i Grossi Maglioni. Loro sono state tra le prime artiste a partecipare a Magic Carpets e ad essere ospitate in una Residenza all’estero. Abbiamo pensato che fosse più produttivo per gli artisti ospitati confrontarsi con altri giovani artisti e più interessante fare parte di una fucina creativa condividendo le esperienze con chi, tra l’altro, ha già partecipato al progetto».

Non basta però fare incontrare artisti di tutta Europa: è interessante stimolarli a confrontarsi con temi che permettano di conoscere in modo più profondo la cultura e la società in cui soggiorneranno per un intero anno.

«Ogni anno ci incontriamo per definire le tematiche da proporre agli artisti. Cambiano ogni anno e sono diverse per ogni paese. Per quanto riguarda l’Italia, quest’anno abbiamo scelto un tema molto interessante: ritorniamo a parlare di Pasolini e del suo Ragazzi di Vita. Lavoreremo su questo romanzo, scritto da Pasolini poco dopo il suo arrivo a Roma. Abbiamo pensato che fosse interessante stimolare gli artisti ospitati a lavorare su un romanzo che permettesse loro di conoscere i giovani del Trullo e del Corviale, due quartieri molto problematici di Roma e confrontarsi con loro»

Naturalmente durante l’anno in residenza d’artista sono previsti appuntamenti per “restituire” al territorio quanto realizzato: «Gli artisti fanno dei workshop lavorando con le comunità locali e alla fine della Residenza c’è sempre un momento conclusivo: può essere un open studio o una mostra vera e propria. Noi ad esempio organizziamo ogni anno una mostra in partnership con l’Accademia di Belle Arti di Roma perché vogliamo accentuare la parte di sperimentazione con giovani artisti in erba».

Non c’è dubbio che esperienze come queste costituiscano, sia in Italia che all’estero, una straordinaria opportunità di crescita e di visibilità internazionale per gli artisti coinvolti. Ma ci sono altre opportunità simili per giovani artisti a livello simili a livello internazionale? «Per fortuna sì: oggigiorno esistono realtà che promuovono il lavoro artistico con Residenze d’artista. Ce ne sono di molto radicate e grandi, anche in Italia come Viafarini-in-residence a Milano o ZKU A Berlino, volute e pensate da artisti per gli artisti. La cosa interessante è che queste esperienze permettono la crescita professionale anche di altre figure legate al mondo dell’arte come i curatori e i producer. Questi ultimi sono figure chiave nel mondo dell’arte contemporanea e ancora poco conosciute in Italia. Si tratta di una professione ibrida, a metà tra curatore e assistente dell’artista. È colui che affianca un artista nella realizzazione dei progetti e, dato che alla base di ogni Residenza c’è un progetto sul quale lavorare, per l’artista è essenziale avere accanto una figura che lo aiuti nella realizzazione. Deve avere una buona conoscenza del territorio, un’attitudine curatoriale e una buona creatività. Deve affiancare l’artista in tutto e per tutto. Non è ancora una figura presente in tutte le Residenze, ma si sta affermando sempre di più».

I partecipanti al Master Management dell’Arte e dei Beni Culturali, in programma a Roma e Firenze a partire dalla prossima primavera, avranno la possibilità di confrontarsi con Benedetta Carpi De Resmini, tra le docenti del Master, e con molti altri Manager del settore che li accompagneranno in un percorso di crescita e sviluppo delle competenze professionali necessarie per operare in un campo in grande trasformazione e sempre alla ricerca di forme innovative di promozione della cultura e della creatività.

 

In cover: Grossi Maglioni, Il dialogo perenne, 2018, Magic Carpets, Creative Europe Platform
Photo Nanook – Courtesy Novo Kulturno Naseleje & Kaunas Biennale

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