Raccontare il vino emozionando: le nuove professioni dell'enologia

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Nel mondo del vino, a saperi e tecniche secolari si affiancano innovazioni continue in vigna e in cantina. I protagonisti della produzione vinicola – da sempre essenziali per garantire la buona riuscita della vendemmia – come enologi, agronomi e cantinieri – hanno oggi a disposizione conoscenze e tecnologie ancora più evolute e devono acquisire nuove competenze. Tuttavia, cambiamenti altrettanto evidenti sono avvenuti nella promozione delle cantine e delle etichette dove, a fare la differenza, non è più solo la qualità del prodotto ma anche il modo di comunicarlo.

Nuove forme di promozione a partire dalle emozioni

Chiara Giannotti

Marketing, comunicazionevendite sono le aree in cui sono nate professionalità alle quali viene richiesto da un lato di conoscere il prodotto a 360°, dall’altro di trasformarlo in una storia da raccontare. Molti consumatori, sempre più consapevoli e esperti, vengono ormai conquistati anche dalla narrazione che c’è dietro un vino, nonché dalla capacità degli addetti ai lavori di trasformare un suo assaggio in un’emozione. Proprio di questo abbiamo parlato con Chiara Giannotti, giornalista, Wine Writer and Wine Expert di Vino.tv.

«È vero, – ci dice la Giannotti –, oggi c’è più conoscenza e consapevolezza da parte di chi stappa una bottiglia. Ma ci sono tante persone, anche giovani, che invece si sentono intimiditi da quella sorta di cerimoniale un po’ per iniziati che è il momento della degustazione, soprattutto quando è una caccia al profumo o al sentore particolare. Ecco, per parlare sia agli uni che gli altri, tanti produttori hanno capito che va fatto assaporare anche altro: i colori del terroir in cui un vino viene prodotto o l’esperienza del cantiniere responsabile della trasformazione dell’uva in vino. Sono nate nuove forme di promozione, in cui offerta turistica e commerciale si fondono regalando ai partecipanti ricordi ed emozioni».

Sentimenti che mettono radici e si traducono in passione, fidelizzando l’acquirente, che sia un buyer, un ristorante o un semplice appassionato.

Dall’agriturismo all’enoturismo

Per far questo, vengono coinvolti professionisti con esperienze e curricula spesso diversi.

«Io ho cominciato come produttrice in prima persona. Quando mi sono resa di quanto fosse efficace puntare sull’accoglienza in cantina e sull’enoturismo, ho cominciato a collaborare anche con altre aziende e a scrivere di vino, diventando, nel tempo quella che oggi si definisce una influencer, anche se questo termine non mi fa impazzire. Io non voglio influenzare proprio nessuno, ma ho saputo creare con chi mi segue un rapporto di fiducia. Mi sono data l’obiettivo di semplificare l’approccio al vino, rendendolo meno formale e raccontandolo per quello che è: il risultato di una somma di ingredienti fatti di territorio, lavoro, passione, esperienza, tradizione, competenza e innovazione».

L’enoturismo, d’altronde, è diventato un segmento non marginale dell’offerta turistica italiana. Basti pensare che sono 14 milioni i turisti del vino che visitano il nostro Paese ogni anno, per un fatturato complessivo pari a 2,5 miliardi di euro. C’è da aspettarsi nel prossimo futuro un aumento esponenziale delle proposte viaggio pensate per il target sempre più ampio degli appassionati del vino. Sempre più aziende stanno cambiando pelle per soddisfare le richieste dei visitatori in termini di confort e servizi senza tralasciare la qualità dei propri vini. Un esempio su tutte Tasca d’Almerita, che offre ai propri clienti anche la possibilità di soggiornare presso le sue tenute con un’ospitalità di altissimo livello.

E i servizi che vengono offerti da un numero sempre crescente di player del settore sono di ogni genere. Qualche esempio concreto.

«I modi per farlo sono molti: dai safari in jeep alla scoperta delle uve tra i filari, non mancano le degustazioni al tramonto o le lezioni di yoga e di pittura in vigna. Quest’ultima esperienza la trovo particolarmente interessante perché comunica in modo efficace la connessione tra arte e vino, due elementi che a mio parere hanno molte affinità».

Chi sono i nuovi Manager del vino

Le professionalità del vino sono oggi definite da contorni molto sfumati, come ci racconta Filippo Bartolotta, docente Giunti Academy, che si definisce anche wine educator e blogger ma non solo, consapevole che questi titoli non esauriscano affatto gli ambiti in cui si trova a operare. 

«Partirei da una semplice constatazione: un tempo si diceva sommelier e si sapeva di cosa si stava parlando. Era il cameriere nobile del vino, quello che in sala aiutava il cliente ad abbinare piatto e bottiglia, o a far apprezzare i sentori e i profumi di ciascun vino. Certo è una figura ancora presente, ma c’è stata una forte ibridazione nelle professioni del vino e oggi anche un giornalista si trova a guidare degustazioni, come succede a me; e non è raro che un sommelier si trovi scrivere articoli su giornali o sul web per comunicare i valori di un’etichetta o una cantina».

Prosegue:

«È una commistione di saperi che sperimento nel mio lavoro quotidianamente: oggi scrivo di vino e per questo sono un wine influencer, ma sono anche un formatore, tengo corsi per giornalisti o per futuri Manager, come nei Master di Giunti Academy. Viaggio per l’Italia e il mondo per raccontare un terroir e valorizzarlo. Anche le figure più prettamente commerciali si sono innovate, e oggi, accanto al classico venditore agente – che deve avere competenze specifiche e saper parlare di vigna e di cantina – molti produttori si avvalgono dei cosiddetti Wine Ambassador, una sorta di super venditori che girano per il mondo stappando bottiglie in Cina o negli Stati Uniti per aprire nuovi mercati e decretare il successo internazionale di questa o quella cantina».

Ai Manager del mondo del vino oggi sarà sempre più richiesta dunque, accanto alla conoscenza specifica di ogni fase del processo dalla vigna allo scaffale, anche la capacità di connettere mondi, di stimolare curiosità, trasformare un gesto di acquisto o di consumo in un momento emozionale. Sono competenze complesse che si acquisiscono soprattutto confrontandosi con professionisti e imprenditori protagonisti di questa nuova era della comunicazione e della commercializzazione del vino. Come quelli che si incontrano nei Master dedicati al settore vitivinicolo di Giunti Academy.

Nei prossimi mesi, per professionisti e appassionati, sono previsti  nuovi corsi e master di specializzazione: due percorsi formativi dedicati alla degustazione e interpretazione del vino e del territorio con Fabio Rizzari e Armando Castagno – Alta degustazione e interpretazione del vino e, La Borgogna – e il Master Wine hospitality & experience management dedicato alle competenze tecniche e manageriali distintive nel settore vitivinicolo e nel settore turistico. Visita il sito o contattaci per scoprire di più.

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