Mangiare con gli occhi: la ristorazione ai tempi di Instagram

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Intervista ad Angela Simonelli, architetto, food blogger con il suo “Tre muffin e un architetto”, docente e scrittrice

social media hanno un ruolo sempre più determinante anche nel settore del Restaurant Marketing, tanto da essere ormai uno dei driver principali per il successo di un’attività. La cura della presenza su web di un ristorante, attraverso Facebook o Instagramè una delle azioni cardine cui deve dedicarsi chi si occupa degli aspetti di marketing. Social Reputation e appeal delle immagini da pubblicare sono elementi chiave per attirare e fidelizzare sempre nuovi clienti.

Angela Simonelli

È in atto una vera e propria rivoluzione nel mondo del food: la fortuna di un locale non dipende più solo dalla qualità della proposta gastronomica. Si potrebbe provocatoriamente affermare che il menu non è poi così importante nell’orientare alla scelta il cliente. In certi casi conta di più il mood, l’atmosfera, il tipo di esperienza proposta, tutti elementi che una fotografia può catturare e trasmettere più di mille parole. Tanto che sono nati un po’ ovunque nel mondo locali pensati proprio per essere Instagram Friendly, e dove arredi,  luci, mise en place invogliano allo scatto. Sono quelli che si rivolgono in particolare ai millennial, abituali a usare i social anche come forma identitaria.

Nel 2018 è stata stilata addirittura una classifica italiana dei ristoranti più social sul territorio: al primo posto un locale di Napoli, Palazzo Petrucci, la cui cucina stellata è diretta dallo Chef Lino Scarallo. Nella lista sono presenti altri locali prestigiosissimi, a dimostrazione che perfino i top player del settore hanno compreso l’importanza di comunicare sul web visione, valori e filosofia del proprio ristorante.

Angela Simonelli, food blogger con il suo “Tre muffin e un architetto“, food designer, architetta, mamma e docente presso il Master Restaurant Innovation & Management di Giunti Academy, ha un punto di vista privilegiato su questo fenomeno, grazie alle molte attività online che gestisce e ai corsi di formazione che tiene per ristoratori e appassionati.

Partiamo da lei, Angela. Un’architetta che si occupa di food design e di social media…

Ho sempre adorato cucinare e seguivo con interesse varie food blogger. Nel 2015 ho cominciato a partecipare a contest di cucina online, in cui il giudizio sulla ricetta proposta passava inevitabilmente anche attraverso l’immagine che l’accompagnava. Da architetto ho capito che dovevo puntare proprio su questa mia competenza: la differenza la potevano fare impiattamento e fotografia. Proprio grazie a questi due aspetti quell’anno mi sono aggiudicata molti concorsi. Mi sono convinta allora che le mie due passioni – architettura e cucina – potessero benissimo convivere, così è nato il mio blog Tre muffin e un Architetto grazie al quale ho potuto esprimermi a 360°. Ho avuto la fortuna di centrare i tempi e il mio blog è cresciuto anno dopo anno. Da lì sono nate tante altre esperienze, anche come autrice di libri di cucina e formatrice. Nella mia attività ho capito fin da subito quanto fosse importante Instagram: un piatto non può essere solo buono. Per regalare un’esperienza sensoriale davvero completa, deve essere anche bello. E non parlo solo di cucina stellata. Anche la nostra ricchissima tradizione gastronomica può essere raccontata per immagini in modo innovativo e contemporaneo. (Proprio a questo tema è dedicato il volume edito da Giunti Le Stories di #Artusi, in libreria da fine ottobre, ndr). Attualmente Instagram è forse il mio media di elezione: più veloce da alimentare rispetto al blog, che richiede più tempo sia nella stesura degli articoli ma soprattutto in ottica di visualizzazioni da parte delle persone che mi seguono. Tra il lavoro di architetto e tre figli, grazie a questo social posso portare avanti con costanza la mia attività social.

Questa transizione verso Instagram sta riguardando anche i protagonisti della ristorazione?

Nel mondo della ristorazione tutto cambia molto velocemente ed è per questo che i social sono il media che meglio si addice a tenere il passo con questa continua evoluzione del gusto. Cosa c’è di più immediato di un’immagine per trasmettere lo stile e l’atmosfera e, a ben guardare, la filosofia che sottostà a una proposta gastronomica? Certo, il food può essere raccontato a parole, ma nulla colpisce così velocemente come un’immagine. Per questo rispetto al passato, siti istituzionali e blog si sono progressivamente depotenziati. Sono efficaci per chi vuole approfondire, per chi è già interessato a te e vuole saperne di più. Ma c’è sempre meno tempo per leggere, e i social stessi ci hanno abituati al ‘colpo d’occhio’. Se si vuole avere visibilità mediatica, oggi una gallery di Instagram è assai più efficace degli investimenti pubblicitari più tradizionali. Se l’immagine che proponi è coerente, curata, e gradevole, già di per sé racconta qualcosa di te, del tuo stile, del tipo di esperienza che si vive nel tuo locale, più efficacemente rispetto a quanto riesce a fare il sito.

Facebook o Instagram: su cosa puntare?

Su entrambi direi, anche se hanno funzioni e target diversi. Facebook è molto efficace per la ristorazione locale, per creare un legame personale, informale e costante con i propri clienti e con chi si trova nei dintorni. Instagram invece è una vera e propria vetrina: ti permette di comunicare in modo più immediato, contemporaneo ed emozionale la tua visione. È Instagram, più ancora di Facebook, ad assolvere la funzione che un tempo aveva il sito, quella di raccontare chi sei e cosa proponi. Oggi è utopico pensare che si possa ottenere successo nel mondo HORECA non investendo tempo e denaro in attività social. Senza questi canali è impossibile far emergere la tua identità. Il cliente vuole sapere chi sei, quali sono i tuoi gusti, le tue scelte e i tuoi valori; una volta che ha compreso quale esperienza hai da offrirgli, ti sceglie. Chi vive un’esperienza nella quale si riconosce, sentirà poi il desiderio di condividerla sui propri canali e diventerà un tuo brand ambassador.

Desiderio di identificazione dunque?

Certo: una comunicazione vincente è quella che crea una “tribù”, una nicchia nella quale il cliente si senta compreso, rappresentato e coinvolto emotivamente. Non importa quanto questa nicchia sia ampia, conta piuttosto quanto sia coerente con le aspettative e i desideri del cliente. Per questo è importante che la comunicazione sia centrata, in sintonia con la proposta gastronomica e il target. Pensiamo a un ristorante di cucina tipica toscana nel cuore di Firenze: nelle sue gallery fotografiche ha senso trasmettere i dettagli dell’arredo o della mise en place, più che un’immagine macro del piatto di pappa al pomodoro o di una fiorentina. La coerenza stilistica è un aspetto fondamentale, l’elemento chiave dal quale partire per costruire la propria percezione online.

A un Manager della ristorazione è richiesto oggi di saper intercettare i trend e di comprendere l’evoluzione di un settore tra i più dinamici della nostra economia. Sono competenze che si apprendono anche grazie al confronto con docenti che mettono a fattor comune esperienze e storie di successo. E questo è proprio uno dei punti di forza del nostro Master part time Restaurant Innovation & Management, 12 giornate in aula non consecutive (il lunedì intera giornata e il martedì mattina), per un totale di 72 ore di formazione, in partenza il prossimo 18 novembre a Firenze.

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