Il sistema arte ha bisogno di manager con competenze trasversali

art bonus indietro

Nel sito che il governo italiano ha creato per presentare le opportunità dell’Art Bonus si parla prima di tutto di mecenatismo, riconoscendo alla figura del mecenate contemporaneo un ruolo essenziale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale del nostro Paese. Se in passato il mecenatismo si manifestava sotto forma di interventi da parte di sovrani e signori per sostenere artisti che mettevano poi la loro arte a disposizione delle corti per aumentarne il prestigio, oggi a sostenere la cultura sono soprattutto le imprese e i soggetti privati. E grazie alle iniziative a sostegno dei beni culturali, tra le quali le agevolazioni fiscali previste dall’Art Bonus, sono sempre di più le aziende che contribuiscono in modo significativo alla tutela e alla conservazione del patrimonio del nostro territorio. Qualche numero. Nei 5 anni (dal 2014) dall’introduzione dell’Art Bonus, sono stati quasi 9.500 le aziende o i privati che hanno beneficiato degli incentivi fiscali previsti dalla legge effettuando elargizioni liberali a sostegno della cultura.

Cos’è l’Art bonus

Il sistema di incentivi fiscali a favore di enti, società e privati che decidono di effettuare erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacoloAttivato nel 2014 con il D.l. 83/2014, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, l’Art Bonus consente di portare in detrazione di imposta per tre anni il 65% dell’importo erogato dai mecenati a favore di musei, fondazioni, teatri e restauri. Gli interventi finanziati sono numerosi e variegati e vanno dalla manutenzione e restauro dei beni culturali pubblici al sostegno a istituti e luoghi della cultura come musei, biblioteche, parchi archeologici, complessi monumentali, ma anche a contributi a fondazioni lirico-sinfoniche, teatri, istituzioni concertistico-orchestrali, festival. Ancora, l’Art Bonus scatta anche per chi effettua donazioni per la conservazione, protezione e restauro delle strutture religiose danneggiate dai terremoti.

Nuove professionalità per la gestione di un comparto in crescita

Si parla di cifre importanti: per sostenere la Fondazione Teatro alla Scala sono stati raccolti contributi di privati e aziende per un ammontare di oltre 19 milioni di euro, mentre per i Giardini Reali di Venezia – Piazza San Marco – Bacino, le elargizioni liberali hanno superato il miliardo. Somme ingenti che i manager che amministrano i beni culturali oggi devono saper gestire con professionalità e competenza e che gli investitori devono saper destinare in modo consapevole e sostenibile. Ecco perché sono ormai necessarie in questo settore, sia nel pubblico che nel privato, professionalità specifiche con capacità di management elevate, in grado di governare i cambiamenti di un comparto, quello dei Beni Culturali appunto, in decisa ascesa.

Il Master Management dell’Arte e dei Beni Culturali di Giunti Academy permette di costruire competenze sempre più trasversali in ambito progettuale, fiscale, economico, fornendo gli strumenti per la gestione strategica e l’implementazione di progetti di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale. Dal marketing alla comunicazione, dalla gestione delle strutture museali alla digital transformation fino al fisco e diritto dei beni culturali. Il Master strutturato in sei mesi di formazione in aula e 6 mesi di stage ha l’obiettivo di formare professionisti in grado di inserirsi e intraprendere un percorso di carriera nelle aziende e istituzioni culturali in Italia e all’estero.

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