Le competenze e le soft skills necessarie per inserirsi nel mondo del lavoro di oggi

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Intervista a Matilde Marandola.

Nel mondo del lavoro, il 2020 sarà ricordato come un anno caratterizzato da moltissimi cambiamenti, alcuni previsti, altri più o meno improvvisi, a causa soprattutto dell’epidemia da Covid-19. Basti pensare allo smart working, ormai familiare per tutte le aziende private così come per la maggior parte delle organizzazioni pubbliche, o ancora al distance learning, di cui anche noi di Giunti Academy siamo fieri ambasciatori. La digital transformation ha subito, insomma, un’accelerazione radicale, al punto da rivoluzionare il modo di intendere, organizzare e affrontare le attività lavorative a tutti i livelli.

Matilde Marandola

Ne abbiamo parlato con Matilde Marandola, da oltre 25 anni specializzata in Risorse Umane e Consulenza Direzionale, con una grande esperienza nel campo formazione, selezione, coaching e organizzazione aziendale, attualmente Presidente del Gruppo Campania di AIDP, Referente Area Responsabilità Sociale AIDP, Amministratore Unico di Reliance Consulting Group e HR Director – Fractional Manager De Nigris.

Dott.sa Marandola, quali sono oggi le competenze necessarie per inserirsi nel mondo del lavoro?

«È molto difficile fare una lista valida per ogni contesto lavorativo. L’elaborazione delle competenze, sia tecniche che traversali, dipende da numerose variabili. In primo luogo la posizione organizzativa, poi la mission, la vision e i valori aziendali, uniti al momento storico che l’azienda sta vivendo. Ci sono però alcuni trend che impongono a tutti i candidati e più in generale ai lavoratori specifiche skills che non è possibile ignorare: competenze digitali, aggiornamenti su competenze tecniche innovative, competenze linguistiche, oltre naturalmente allo sviluppo e al miglioramento continuo delle proprie competenze trasversali».

Quali, invece, le soft skills imprescindibili in un potenziale candidato?

«Anche in questo caso, non esiste un “vestito” che possa andare bene a tutte le persone, di tutte le taglie. Sicuramente va segnalata la capacità di problem solving, al primo posto fra le soft skills fotografate dal World Economic Forum per “sopravvivere” nell’epoca della digital transformation».

Quanto contano il CV e la lettera di presentazione nella selezione delle risorse?

«Spesso l’attenzione eccessiva al CV e alla lettera di presentazione nasconde una povertà di esperienze. In trent’anni di carriera, non credo di aver mai scartato un candidato perché il suo curriculum non era fatto bene. È importante raccontare la verità, ma ancora di più fare esperienze, sviluppare competenze e, soprattutto, esserne consapevoli. Caratteristiche che senz’altro contano più di un qualsiasi CV fatto bene».

Come comportarsi durante un colloquio? Quali sono secondo lei gli errori da non commettere?

«Credo sia importante essere sinceri e trasparenti; essere la migliore versione di sé stessi, evidenziando i propri punti di forza e le proprie esperienze. Bruciarsi dicendo delle bugie equivale a perdere credibilità nel mondo del lavoro».

A tal proposito, ci racconta un colloquio fallimentare e uno brillante vissuti durante la sua esperienza lavorativa come Head Hunter?

«Quello fallimentare risale a un periodo in cui avevo ancora poca esperienza. Una figura commerciale riuscì a inventare una serie di esperienze e io, avendo all’attivo solo una decina di colloqui svolti da giovane consulente, ci cascai. Credo che quel fallimento sia dovuto anche alla grande fiducia che nutro nei confronti del genere umano. Un episodio di successo, invece, è stato quando sono riuscita, in Head Hunting, a portare un candidato dal nord al sud Italia, in Puglia per la precisione. Ho ”corteggiato” il candidato parlando addirittura con sua moglie e alla fine sono riuscita a fargli sposare un progetto di una stupenda azienda di food che aveva bisogno di evolvere e a cui, per farlo, serviva proprio il suo know how. A dimostrazione che la selezione e soprattutto l’Head Hunting hanno anche bisogno di capacità di negoziazione, di assertività e di persuasione».

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