«La dote principale di un professionista nel campo dei Beni Culturali è la curiosità»

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Intervista a Claudio Pescio, responsabile della Divisione Arte di Giunti Editore e Direttore Editoriale di Art e Dossier.

Claudio Pescio

 L’editoria d’arte dà un contributo fondamentale nella diffusione della cultura e nella valorizzazione del patrimonio artistico mondiale. È un settore che l’editore Giunti non solo presidia con successo da anni, ma che ha costantemente innovato con progetti di grande qualità sia nel campo della gestione museale che in quello dello sviluppo dei contenuti on line. L’ultimo prestigioso impegno della divisione Arte del Gruppo è quello di trasferire le proprie competenze ai partecipanti dei Master dedicati al Management dei Beni Culturali. Ne abbiamo parlato con Claudio Pescio, responsabile della Divisione Arte di Giunti Editore e Direttore Editoriale di Art e Dossier.

Giunti Editore è presente nel settore dell’editoria d’arte da anni e questo impegno rappresenta uno dei suoi caratteri identitari. Ci racconta nello specifico l’attività della divisione Arte del Gruppo?

La Divisione Arte di Giunti Editore è presente in tutti i luoghi in cui ha senso una proposta editoriale legata ai temi artistici. In edicola, dove dal 1986 siamo presenti ogni mese con la rivista Art e Dossier, di gran lunga la più letta in Italia nel suo genere; un’attività che ci ha consentito di pubblicare a oggi 360 titoli di quella che è la più grande collana di monografie del mondo, i Dossier ArtNaturalmente siamo presenti in libreria, con un’ampia proposta di monografie tematiche e su singoli artisti. 

Ma anche nei luoghi in cui l’arte si concretizza come esperienza personale: nei musei e nei luoghi espositivi. In quest’ultimo caso realizziamo lo strumento classico del catalogo di mostra (o della guida alla mostra). A titolo di esempio cito alcune esperienze come quelle fatte con Palazzo Delle Esposizioni a Roma, Palazzo Reale a Milano, Palazzo Strozzi, la Galleria dell’Accademia e gli Uffizi a Firenze. Nell’ambito museale abbiamo maturato un’esperienza più che ventennale con la gestione dei bookshop dei musei statali fiorentini e, per cinque anni, di quelli vaticani: un’occasione per seguire passo passo l’evoluzione del gusto e delle abitudini di consumo dei visitatori, un mondo eterogeneo, multilingue e in perenne trasformazione. Un lavoro che ci ha consentito di lavorare fianco a fianco con le istituzioni preposte alla tutela e conservazione dei Beni Culturali, dando il nostro contributo per una corretta e necessaria divulgazione e anche per un approfondimento scientifico di singole opere, artisti, collezioniDa non trascurare, per il positivo effetto diffusivo presso il grande pubblico, la collaborazione con testate giornalistiche di primo piano per la produzione dei cosiddetti “collaterali”: volumi divulgativi venduti in edicola abbinati ai quotidiani: un contributo alla creazione di un primo, sintetico abbozzo di biblioteca d’arte nelle case degli italiani.

Oltre all’editoria, quali sono le altre attività di un editore come Giunti nell’ambito della diffusione dei contenuti nel settore dell’arte e dei beni culturali?

Essere l’editore di Art e Dossier ci ha permesso di sviluppare e sperimentare attività di divulgazione che vanno oltre la classica editoria. Un esempio su tutti, grazie alla nostra presenza digitale (dal sito ai social) abbiamo negli anni instaurato molti rapporti di media partnership con musei, istituzioni private e in occasione di mostre. Basta citare le attività svolte con Palazzo Strozzi durante l’esposizione dedicata ad Ai Weiwei (mostra per la quale siamo stati anche editori del catalogo) o con le attività nella programmazione del Museo Guggenheim a Venezia.

Art e Dossier è presente in prima persona nelle attività formative del Master di Giunti Academy dedicato al Management dei Beni Culturali. Ci anticipa qualcosa?

Si tratterà di entrare nella vita quotidiana di una redazione e in ogni fase della produzione di un libro o di un numero di una rivista d’arte. Un’esperienza indispensabile per capire davvero in cosa consiste “fare” un libro d’arte. Per approfondire processi produttivi, modalità di rapporto con autori e istituzioni, problematiche legate ai diritti di riproduzione, vincoli e costi che vi sono correlati, dinamiche del mercato del libro d’arte, e la peculiare forma di editoria che attiene al libro illustrato… Tutto questo con alcune sintetiche lezioni dirette ma anche con l’elaborazione di contenuti e progetti insieme alla redazione, dando vita a un blog e contribuendo alla progettazione di un “vero” numero della rivista.

Il Master trasferisce strumenti utili e aggiornati ai futuri Manager dell’arte e dei beni culturali. Quali sono le competenze che deve avere oggi un professionista che sceglie di operare nella cultura?

Come ho già avuto modo di dire agli studenti di Giunti Academy, la dote principale di un professionista nel campo dei Beni Culturali è la curiosità. Per quanto riguarda le competenze, più ce ne sono e meglio è, ovviamente. Se si tratta di ambito culturale-editoriale, è importante saper scrivere e raccontare, padroneggiare i programmi di scrittura, orientarsi nel web, avere la capacità di concentrarsi rapidamente e in contemporanea sulla gestione di problemi diversi, insomma un mix di elasticità e buona cultura generale. Ma, ripeto, se non sei curioso non avrai mai lo stimolo a lavorare in questo settore, dove ciò che conta è saper vedere le cose da punti di vista diversi, per aggiungere un contributo personale, anche piccolo, a un mondo che è fatto di passione e di emozioni.

I Master dedicati all’Arte e ai Beni Culturali di Giunti Academy si avvalgono della competenza e della professionalità di operatori di altissimo profilo. Tra loro, naturalmente, anche tutti i professionisti che ruotano intorno alla Divisione Arte del Gruppo Giunti. Tra l’offerta formativa della Business School troviamo sia master part time (in autunno parte a Firenze il Master di specializzazione Economia e Management delle imprese culturali e a Roma inizia il Master part time Marketing e Innovazione per i Beni Culturali) sia full time con stage (in primavera 2020 la seconda edizione del Master full time Management dell’Arte e dei Beni Culturali). Occasioni da non perdere per acquisire – anche grazie a workshop, project work e lavoro sul campo – competenze utili per operare nel management della cultura e dell’arte.

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