Nell’era del lavoro 4.0 la vera sfida di un HR Manager è saper affrontare il cambiamento». Intervista a Simone Sgueo, Head of HR EMEA & Global in Whisper System

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Da sempre impegnato nel settore delle risorse umane, Simone Sgueo, docente del Master post laurea HR Management di Giunti Academy, è attualmente Head of HR EMEA & Global in Whisper System dopo significative esperienze presso grandi organizzazioni internazionali quali Save The Children Italia e Croce Rossa Italiana. Il suo è un punto di vista privilegiato per raccontarci come si sta evolvendo il ruolo del Manager delle Risorse Umane in un mondo del lavoro in costante cambiamento. La digitalizzazione dei processi e i nuovi metodi di lavoro sono una realtà con cui confrontarsi quotidianamente e anche chi si occupa di gestione delle risorse umane deve essere in grado di governare e dirigere i continui mutamenti in essere con soluzioni adeguate e efficaci. Proprio questi sono stati i temi al centro della nostra conversazione con Sgueo insieme alle strategie per la talent acquisition, uno degli snodi cruciali per garantire il successo di un’azienda. 

Negli ultimi anni il ruolo del Manager delle Risorse Umane è molto cambiato. Quali sono le competenze necessarie per lavorare oggi nel settore HR?

La digitalizzazione, l’efficientamento dei processi, lo smart-working sono tutte tematiche che coinvolgono le aziende e quindi gli HR che devono permettere allo staff di rimanere aggiornato e allineato con il lavoro 4.0. E per farlo devono esserlo loro stessi prima di tutti. Oggi, la vera sfida per un HR è però quella di saper avviare, guidare e sviluppare processi di changing che riguardano soprattutto le skill trasversali. Le aziende si confrontano sulle competenze del proprio team, ma spingono anche fortemente sullo sviluppo della leadership interna, sulle capacità di far gruppo e di lavorare in ambienti e contesti multidisciplinari e multiculturali per responsabilizzare i lavoratori a operare ovunque e con device differenti. Tutto ciò può realmente fare la differenza.

Quali sono le competenze e le specializzazioni all’interno di una Direzione HR?

Sempre di più oggi il mercato del lavoro HR richiede un mix di specializzazione e competenze trasversali. Il professionista delle RU può trovare sicuramente il campo a lui più appropriato: si spazia dalla specializzazione in ambito di payroll, contrattualistica per gli specialist di compensation&benefit – cioè la parte amministrativa della professione – passando per le relazioni, interne, esterne, di employer branding, sino a quelle sindacali, decisamente richieste. C’è poi tutta la parte dello sviluppo e della formazione, della gestione della performance sino ad arrivare al recruiting con le sue sfaccettature più ampie e interessanti quali ad esempio la talent acquisition. Insomma parliamo di una professione di ampio respiro, che certamente dà modo anche di crescere orizzontalmente all’interno di un comparto aziendale.

Simone Sgueo

Quali sfide giornaliere deve affrontare un HR Manager?

Se parliamo di industria 4.0, anche un HR manager deve saper seguire al meglio i trend di crescita e di innovazione richiesti dal nuovo mercato del lavoro. Non c’è dubbio che le soft skill siano sempre più al centro del dibattito al pari delle competenze e delle capacità individuali. Sviluppare, migliorare, far evolvere e gestire al meglio tali skill è quello che oggi chiedono le aziende. Allo stesso tempo chiedono di saper ricoprire ruoli ampi, di essere dinamici, di saper spaziare in più campi con una estensione chiara verso le relazioni, la comunicazione interna, quella esterna e quella istituzionale.

Chi si occupa di HR ha una funzione chiave per mantenere le risorse interne sempre efficaci e proattive anche con il passare degli anni. Quanto è importante investire nella formazione?

La formazione è da sempre un tema centrale nella gestione e nella crescita dei dipendenti. Oggi più che mai però, sono proprio le nuove generazioni che chiedono fortemente di poter crescere professionalmente ed essere accompagnate nel loro percorso professionale. I giovani vedono nella formazione un valore aggiunto assoluto nella valutazione di un’azienda. E un’azienda che investe in formazione è capace di attrarre di più il talento e trattenerlo più a lungo. La formazione stessa dal canto suo si è profondamente modernizzata offrendo una serie di strumenti e di metodologie al passo con i tempi e le tendenze attraverso smartphone e tablet e raggiungendo quindi la persona ovunque e in ogni momento.

Il recruiting è un momento cruciale nei processi aziendali ed è una delle attività in cui un Manager delle HR può fare la differenza. In che modo il responsabile delle HR deve interagire con il management aziendale per una selezione efficace?

Comprendere bene le esigenze del management e dei referenti di una posizione da ricercare, consente di indirizzare al meglio la ricerca, i mezzi con cui svolgerla oltre che ai modi e ai tempi, presentando così una shortlist di candidati ben centrati sulla posizione. Oggi più che mai rispetto al passato, canali, interlocutori e stakeholder diversi consentono di raggiungere una ampia e differenziata platea di potenziali candidati. Ovviamente le esigenze vanno sempre mixate al meglio con la visione strategica dell’azienda, con il contesto e il momento temporale. Queste associazioni rappresentano “onere e onore” di un bravo recruiter.  

A completamento del Master post laurea HR Management di Giunti Academy, i partecipanti dovranno sostenere a loro volta dei colloqui per ricoprire un ruolo nelle HR di un’organizzazione. Che consigli darebbe a chi deve affrontare una selezione?

Il consiglio migliore e valido in ogni tipo di colloquio è quello di essere se stessi. Abbellire, migliorare, promozionare la propria persona va bene. Fingere o inventare è invece un rischio che non bisogna correre: in una sessione di colloquio un buon recruiter riuscirà sempre a trovare i punti non chiari della vostra esposizione e, indagandoli, potrà facilmente scoprire che non siete stati pienamente sinceri. Il secondo suggerimento è: documentatevi! Sull’azienda nella quale sostenete il colloquio e su chi vi farà il colloquio. Oggi i social e la rete rendono tutto ricercabile e non c’è peggior figura del non essere preparati.  A mio avviso vale la cancellazione da una papabile rosa di candidati da prendere in considerazione per approfondimenti successivi.

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