L’innovazione digitale nella gestione delle attività e dei beni culturali

beni culturali indietro

Prendere un classico della letteratura, come Don Chisciotte della Mancia, e farne una story su Instagram. Non solo è possibile, è vero. Lo ha fatto la New York Public Library, il cui direttore, manager di una delle biblioteche più grandi del mondo, ha capito che la letteratura non doveva cercare di combattere la digitalizzazione, ma al contrario utilizzare il grande appeal che i social media hanno sul pubblico, per rilanciare l’importanza della lettura, suggerendo un libro laddove le persone passano la maggior parte del loro tempo, ovvero sui social. Così, sul profilo Instagram della biblioteca, ad oggi, possiamo trovare Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, La Carta gialla di Charlotte Perkins Gilman e Le metamorfosi di Franz Kafka.

Si tratta di un esempio lampante e virtuoso di come il mondo della cultura può e deve, come gli altri settori produttivi, accogliere la digitalizzazione per rimanere al passo coi tempi e non rischiare di restare travolto dalle innovazioni disruptive, ma cavalcarle.

Da una recente ricerca svolta dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali emerge che oltre la metà dei musei italiani hanno i loro canali social e che questi sono anche piuttosto seguiti. Lo stesso studio, però, dimostra che c’è ancora molto da fare per portare il mondo delle attività e della conservazione dei beni culturali nel futuro. Infatti, sempre rispetto ai musei, restano scoperti molti settori cruciali, come la sorveglianza e spesso anche i servizi di prenotazione e acquisto biglietti che potrebbero essere implementati e migliorati grazie all’apporto della digitalizzazione. Un progetto di ricerca europeo sul tema fa emergere proprio la necessità di rilanciare l’offerta museale in chiave digitale come condizione necessaria per mantenere il trend positivo che la cultura sta avendo in Italia negli ultimi anni, per questo ai manager culturali è sempre più richiesta capacità di innovazione, per ottimizzare l’apporto che le nuove tecnologie possono dare alla cultura.

Il Master Full Time Management dell’Arte e dei Beni Culturali di Giunti Academy School of Management prevede un modulo interamente dedicato all’innovazione e alla trasformazione digitale nella gestione dei beni culturali e nell’organizzazione delle attività, nonché nella guida di un museo come organizzazione digitale. L’offerta didattica del Master comprende anche un altro modulo specifico sul management museale, sul marketing e la comunicazione e su tutti gli altri settori cruciali per il management dell’Arte e dei beni culturali.

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