È vero che la cultura non paga mai?

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Continua il trend positivo dei musei e della cultura in Italia che per il quarto anno consecutivo si rivela un settore in costante crescita: dal 2014 infatti i visitatori dei siti di interesse culturale del nostro Paese sono cresciuti del 31% e gli incassi aumentati di 70 milioni di euro. Il Ministero dei beni Culturali ha pubblicato anche i dati relativi al 2017, anno che ha visto superare la soglia dei 50 milioni di visitatori, con incassi record. E in questo settore la spinta positiva ha interessato tutto il territorio nazionale e non solo alcune zone, come purtroppo accade per altri ambiti produttivi: nei risultati pubblicati dal Ministero si può notare infatti un ottimo posizionamento delle regioni del Mezzogiorno .

La ragione di questo incremento è il miglioramento della gestione del patrimonio culturale italiano, che rispetto al passato adesso porta a risultati molto positivi anche in termini economici. Il nostro paese tra l’altro detiene il record di siti patrimonio dell’UNESCO, ben 54: si tratta di una ricchezza enorme che deve essere gestita con competenza e professionalità. Le parole d’ordine per chi lavora nel settore sono strategia e organizzazione, mentre si rivelano obiettivi fondamentali per lo sviluppo e il successo di progetti in ambito culturale:

  • garantire condizioni di sostenibilità dei siti, dei musei e delle aziende che  operano in ambito culturale;
  • ottimizzare le strategie informative e di marketing;
  • aumentare i servizi al pubblico e l’integrazione nel territorio;
  • gestire la cooperazione tra settore pubblico e settore privato, con le istituzioni culturali e gli investimenti;
  • massimizzare l’impiego degli strumenti tecnologici nella gestione dei beni culturali.

Cultura e creatività non coincidono, ma funzionano insieme. Se si considera allora l’intero sistema produttivo culturale e creativo, che comprende ovviamente musei, gallerie d’arte, siti archeologici, ma anche tutte le realtà  che creano prodotti e contenuti di tipo culturale, come ad esempio case editrici, festival, agenzie di comunicazione, i dati sono ancora più significativi. Nel 2017 il settore culturale e creativo ha concorso alla creazione del 6% della ricchezza del nostro Paese, pari a 92 miliardi di euro, con un incremento del 2% rispetto al 2016. Le persone che lavorano in questo ambito sono il 6,1% degli occupati in Italia, ben l’1,6% in più rispetto allo scorso anno.

Il Gruppo Giunti opera proprio in questo settore: editoria libraria cartacea e digitale. La sua storia inizia a Firenze nel 1841 e oggi è il terzo gruppo editoriale italiano, con molti marchi di proprietà e altrettanti distribuiti, attivo sull’intera filiera produttiva, dall’edizione e stampa – anche di periodici – fino alla commercializzazione e al retail.

Frequentare il Master post laurea in Management dell’Arte e dei Beni Culturali di Giunti Academy significa garantirsi la possibilità di acquisire tutte le conoscenze necessarie per lavorare nel sistema produttivo culturale e creativo, svolgere uno stage in realtà italiane e europee, a partire dall’esperienza e dal successo di un’industria culturale leader del settore come Giunti Editore.

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