Fundraising e strategie di sostenibilità per i musei. Intervista a Giovanni Crupi

fundraising fundraising indietro

Intervista a Giovanni Crupi.

«Il fundraising è l’arte di insegnare alle persone la gioia di donare»

Parola di Henry Rosso, fondatore della prima Fundraising School al mondo. Una definizione per nulla scontata per un’attività che ha come fine principale il reperimento di fondi e particolarmente azzeccata se si parla di fundraising per l’arte e beni culturali, dove il finanziamento ha uno scopo forse ancor più nobile: generare interesse ed assicurare sostegno agli operatori del settore per coinvolgere e avvicinare il maggior numero di persone all’arte.

Giovanni Crupi

Negli ultimi anni in Italia molte istituzioni culturali hanno sentito l’esigenza di approfondire la conoscenza di tecniche e strategie di coinvolgimento di nuove categorie di sostenitori da affiancare alle tradizionali fonti di finanziamento pubblico, di anno in anno sempre meno disponibili. Il gap con il resto del mondo però è ancora ampio: mentre la Tate Gallery dichiara entrate da fundraising di 32 milioni di euro l’anno, il British Museum di 22 e il Louvre di 20, gli Uffizi mettono a bilancio “solo” 1,4 milioni di euro (fonte: bilancio pubblico), e Paestum poco più di 200mila euro. Risultati comunque positivi rispetto alla media nazionale, ma ancora non all’altezza del valore del nostro immenso patrimonio culturale.

Giovanni Crupi, Head of Development del Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano è un esperto di fundraising culturale. Dal 2003 si occupa di costruire relazioni con le imprese, con le fondazioni e con le istituzioni per aumentare l’impatto del Museo al servizio delle comunità. Con passione dedica tempo ed energie alla formazione dei nuovi professionisti, per imparare dai giovani e per contribuire a sviluppare una profonda cultura manageriale nel settore museale, che integri le decisioni nella dimensione socio-culturale-educativa e in quella economica.

Dottor Crupi, quali sono i sostenitori dei progetti del Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” e che incidenza ha, anche in termini percentuali, il loro contributo sul piano di sostenibilità economica generale?

La strategia di sostenibilità complessiva del Museo è basata su un mix molto equilibrato di fonti che conta su contributi della fondazione, entrate da biglietteria e da attività, affitto spazi per eventi di terzi e infine su sponsorizzazioni, bandi ed erogazioni. I sostenitori dei progetti sono essenzialmente imprese e fondazioni, secondo modalità diverse, per una percentuale media del bilancio annuo pari a circa il 25%.

Lei opera presso un’importante realtà, ma quali possono essere le componenti e gli strumenti necessari per un fundraising di successo nelle piccole organizzazioni di cui è costellato il nostro Paese?

Ritengo che fare fundraising per istituzioni culturali di grande o piccola dimensioni abbia le stesse dinamiche generali: una corretta analisi del bisogno e del contesto, la definizione di strategie coerenti con l’identità, con i punti di forza e di debolezza dell’istituzione, la definizione di obiettivi chiari e raggiungibili, la professionalizzazione delle figure coinvolte e la consistenza dei processi e delle tecniche adottate. Di base ci vuole una naturale predisposizione e un’apertura di tutta l’organizzazione al dialogo, alla collaborazione, alla considerazione e all’inclusione di bisogni, prospettive e sguardi altrui nei propri processi di lavoro.

È ormai alta la propensione a finanziare progetti culturali e artistici. Quali tipologie di aziende manifestano interesse verso i progetti culturali? E quali vantaggi possono trarre le imprese finanziando un progetto culturale?

Molte imprese, medie o grandi, di molteplici settori, guardano al lavoro delle istituzioni culturali con interesse, spinte da motivazioni diverse: migliorare la propria reputazione, essere più visibili, manifestare e sostanziare valori, politiche e programmi di responsabilità sociale, ampliare il network di relazioni, creare opportunità per attività di welfare aziendale o per eventi esclusivi per propri clienti. Gli investimenti in cultura delle imprese dipendono dalle sensibilità dei leader, dalle strategie, dalle dinamiche economiche di periodoA sua volta, ogni istituzione culturale, seleziona e sceglie i propri prospect in base alla sua storia relazionale, alla strategia e agli obiettivi.

È corretto dire che per la valorizzazione dei beni culturali e dei progetti di settore non si può più prescindere dall’instaurare un dialogo tra cultura e impresa?

L’attitudine alla rilevazione dei bisogni del territorio e delle communities, alla condivisione di obiettivi e alla co-creazione è fondamentale per le istituzioni culturali, non solo con le imprese ma con tante tipologie di stakeholder. Diventano sostenitori coloro che hanno interesse a veder soddisfatta una necessità sociale e individuano nell’organizzazione culturale un attuatore capace, in cui riporre fiducia e concentrare il proprio investimento. Per un museo, avere un sostenitore significa dover allineare, negoziare, rendicontare, coinvolgere, restituire: tutte attività che implicano prendersi cura della relazione e che rendono più articolati e complessi i processi organizzativi. Le attività di fundraising non hanno risultato quando si è schizofrenici, cioè quando da un lato si rileva il bisogno di sostegno e dall’altro si rifiuta il confronto perché si temono condizionamenti.   

Come si diventa fundraiser nei beni culturali? O meglio, quali specifiche competenze ha bisogno di affinare un manager culturale per diventare fundraiser? 

La mia storia personale testimonia che è necessaria la visione di un direttore, di un leader o di una governance che decida di attuare una strategia di sviluppo, che creda nel fundraising e che e non abbia paura del dialogo con gli altri. Durante un colloquio, dopo poche decine di minuti mi fu chiesto: Vuole andare a lavorare in un’industria oppure vuole portare le imprese al Museo?. Sono stato molto fortunato, perché non aspettavo altro da anni. L’innalzamento del livello di concorrenza nel dominio della filantropia e delle sponsorizzazioni, la sofisticazione delle campagne di fundraising, la selettività dei sostenitori, la contrazione dei mercati delle risorse oggi spingono verso la professionalizzazione del fundraising in termini di innovazione, creatività, tecniche di proposta, efficacia, visione condivisa, potere di convinzione, efficienza. Viviamo decadi in cui i valori della sostenibilità, della partecipazione, del pensiero sistemico sono principi guida in tante attività di management e di gestione della complessità.

Come la tecnica del fundraising sta evolvendo grazie alla digital transformation?

Gli strumenti digitali hanno cambiato il nostro modo di vivere, di conoscere, di comunicare, di cercare e di sviluppare connessioni. Queste azioni sono alla base di ogni metodo o tecnica di fundraising. Ricordiamoci però che si tratta pur sempre di strumenti e che il cuore del discorso rimane gestire relazioni umane.

***********

Il fundraising – e la raccolta di risorse “non pubbliche” più in generale – è divenuto ormai uno strumento indispensabile non solo per far rispettare il vincolo di sostenibilità economica alle imprese culturali, ma anche e soprattutto per accompagnarle verso nuovi segmenti di mercato in grado di generare altre opportunità di business. Ecco perché figure professionali altamente specializzate in questo tipo di attività, oltre che su tutte le altre modalità di coinvolgimento di possibili sostenitori, possono diventare fondamentali per enti, istituzioni e aziende del settore. I Master di Giunti Academy Management dell’Arte e dei Beni Culturali, Economia e Management delle imprese culturali Exhibition Design & Management formano proprio in questa direzione, con lo scopo di fornire le più avanzate tecniche e competenze di gestione manageriale e strategica volte alla valorizzazione del patrimonio culturale. Scopri i programmi dettagliati visitando il sito e scaricando le brochure.

Giunti Academy
school of management
07006790484
Giunti Academy Logo
  1. Homepage
  2. News & Blog
  3. Fundraising e strategie di sostenibilità per i musei. Intervista a Giovanni Crupi
tutte le news prev next
News & Blog
Questo sito utilizza i cookie di profilazione, anche di terze parti, per fornire servizi e proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookie.