Fondo Nuove Competenze: una straordinaria opportunità per rilanciare la formazione dei lavoratori

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Il Fondo Nuovo Competenze previsto dal Decreto Rilancio, sostiene le imprese che, a seguito dell’emergenza Covid-19, decidono di investire nella formazione e nella riqualificazione personale.

La nuova misura voluta dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo permette alle imprese di qualunque settore e dimensione di rimodulare temporaneamente l’orario di lavoro dei dipendenti per indirizzarne una parte in attività di formazione e riqualificazione professionale. Uno strumento che rappresenta una vera e propria sfida per allineare le competenze dei dipendenti alle effettive richieste di nuovi profili da parte del mondo produttivo visti i rapidi e altrettanto drastici cambiamenti indotti dalle nuove tecnologie e dalla riorganizzazione dei mercati al tempo del Coronavirus.

Ne abbiamo parlato con l’esperto di formazione finanziata Mariano Intini e il responsabile formazione corporate Giunti e Treccani Academy Alessandro Innocenti.

Intervista a Mariano Intini

Mariano Intini

«Il Fondo Nuove Competenze, istituito con il Decreto Legge Rilancio del 19 maggio 2020, è aperto alle imprese con CCNL sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni di categoria e sindacati e riguarda i lavoratori dipendenti o in somministrazione per i quali è ridotto l’orario di lavoro a fronte della partecipazione a percorsi di sviluppo delle competenze, previsti dall’accordo collettivo. L’obiettivo dello strumento è permettere alle imprese di realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’azienda, in base alle quali una parte dell’orario di lavoro viene usata per percorsi formativi».

Quali sono le caratteristiche che lo rendono una grande opportunità?

«Il Fondo copre con un finanziamento a fondo perduto gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali. Questo lo rende un’opportunità unica per investire nella formazione dei lavoratori per i quali è stato o verrà sottoscritto un accordo di rimodulazione dell’orario di lavoro. È l’ANPAL a riconoscere alle aziende che ne fanno domanda il costo del lavoro del lavoratore in formazione. Ed è possibile ricevere fino ad un massimo di 250 ore per lavoratore».

In che modo le aziende possono accedere al Fondo?

«Ci sono 3 step: sottoscrivere un accordo con le parti sociali per la rimodulazione dell’orario di lavoro dei dipendenti; redigere un piano formativo lavorativo (fino a 250 ore pro capite); presentare la domanda di finanziamento all’ANPAL entro il 31 dicembre 2020. Una volta accordato il finanziamento, l’azienda riceverà il 70% di anticipazione con cui può avviare le attività di formazione».

Quale integrazione è possibile tra il Fondo Nuove Competenze, i programmi operativi regionali e i fondi paritetici?

«È possibile integrare il Fondo Nuove Competenze con il conto formazione o aziendale del proprio fondo paritetico interprofessionale di appartenenza. Il FNC finanzierà il costo del lavoro del personale in formazione, mentre il conto formazione del fondo paritetico finanzierà l’erogazione della formazione».

Chi ne beneficerà di più, aziende o lavoratori? 

Le aziende hanno il grande vantaggio di avere uno strumento che permette di sostenere anche il costo del lavoro del proprio personale in formazione (solitamente utilizzato come cofinanziamento). Fra queste, potrebbero trovare particolari benefici le realtà medio-grandi che hanno avuto un forte impatto dall’emergenza sanitaria e hanno necessità di ripensare la propria realtà organizzativa e il proprio modello produttivo. I lavoratori, dal canto loro, hanno la straordinaria possibilità di riconvertire le proprie competenze e reinserirsi nell’organizzazione svolgendo nuove mansioni e funzioni».

Intervista ad Alessandro Innocenti

Alessandro Innocenti
Dott. Innocenti, in che modo questo Fondo diventa un’opportunità per le aziende?

«Oltre a rappresentare un supporto considerevole per attraversare questa difficile fase, trattandosi del riconoscimento del 100% del costo del lavoro delle persone in formazione, si tratta di una concreta opportunità per sostenere progetti di upskilling e di reskilling resi necessari da tre megatrend come pandemia, innovazione tecnologica e globalizzazione».

Competenze: secondo lei quali sono oggi quelle fondamentali o quelle più richieste?  

«I megatrend di cui parlavo ci stanno portando verso scenari incerti e verso nuovi business model che richiedono competenze hard in aree chiave come l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico, la robotica, la nanotecnologia, la genetica e la biotecnologia. Questo bagaglio di know how tecnico dovrà però essere accompagnato da un mindset in grado di garantire la disponibilità a mettersi in gioco, la capacità di affrontare le sfide del futuro, l’adattabilità permanente alla dinamicità del contesto e la capacità di apprendere continuamente. In questo senso, il ventaglio delle power skill necessarie è sorprendentemente ricco: dalla curiosità all’apertura al nuovo, dalla tenacia al pensiero critico, fino alla resilienza, alla tolleranza dello stress e all’antifragilità nei confronti di un momento storico che, di certo, non sarà esente da battaglie perse, errori e incidenti di percorso».

Come Giunti e Treccani Academy può supportare le aziende nei percorsi di sviluppo delle competenze? 

«Mettiamo a disposizione dei nostri clienti l’esperienza nella formazione manageriale e comportamentale maturata attraverso la collaborazione continuativa con le maggiori aziende e multinazionali, il know-how e gli strumenti sviluppati dai centri di competenze e di ricerca del Gruppo Giunti, le metodologie e i format innovativi applicati a interventi formativi e i percorsi di coaching svolti in modalità online con sistemi sincroni, asincroni e blended. A tutto ciò, poi, va aggiunta la possibilità di seguire tutte le fasi del progetto finanziato: consulenza, presentazione, erogazione, gestione e rendicontazione».

Chi beneficerà più di questo fondo: aziende o lavoratori? E fra questi ultimi, i giovani / neo laureati o i senior?

«Se gli interventi formativi finanziati saranno effettivamente quelli più efficaci, come sembra indicare la volontà di centralizzare la valutazione in un’unica struttura, il beneficio sarà senz’altro anche a livello di competitività aziendale, con l’introduzione di un modello organizzativo e di sviluppo delle competenze chiave e della motivazione delle persone. Sul fronte dei lavoratori, che di certo trarranno i vantaggi diretti del Fondo grazie all’aggiornamento professionale, il tema della gestione e valorizzazione dell’età in azienda assumerà sempre più una rilevanza significativa per la produttività. A mio avviso non ci sono dubbi che la formazione possa costituire una leva strategica per ottimizzare il contributo di tutte le persone che lavorano in azienda, giovani e meno giovani. Si tratta di un apporto potenzialmente enorme, che invece si rischia di perdere con gli attuali modelli gestionali, molto veloci e selezionanti, che possono a) diventare poco attrattivi non solo per i senior ma anche per larghe fasce dei più giovani, b) contribuire a creare stereotipi intergenerazionali assai disfunzionali se non prevenuti da interventi in grado di agire sia sul piano individuale che su quello della cultura organizzativa».

Giunti e Treccani Academy è al fianco delle imprese per guidarle durante tutto il processo di accesso alle agevolazioni previste dal fondo: dalla progettazione degli interventi formativi alla gestione dei corsi finanziati. La business school può supportare in tempi immediati le aziende nella creazione di nuove opportunità, definendo un’azione formativa su misura in grado di rispondere alle esigenze dei dipendenti per affrontare nel modo giusto il futuro, specie in un periodo così complicato. Contattaci per saperne di più.

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