Employability: assumersi la responsabilità del proprio futuro

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Intervista a Pina Sabatino, International Trainer, Career Strategist & Coach

Pina Sabatino

Pina Sabatino, docente del Master HR Management di Giunti Academy, è da anni impegnata nella consulenza per conto di aziende o singoli manager. Una professionista con alle spalle esperienze significative, donna appassionata e positiva che, nonostante vicende professionali anche drammatiche (il terremoto di L’Aquila del 2009 con le sue tragiche conseguenze a livello umano e lavorative), è riuscita a reinventarsi affermandosi con successo nel settore della formazione e del coaching. Ha lo sguardo aperto, il sorriso pronto e la certezza che i giovani manager di oggi possano trovare spazio anche in un mercato competitivo e globalizzato come quello odierno. Ne abbiamo parlato direttamente con lei.

È sempre interessante scoprire come è cominciata la carriera di un professionista di successo. Ha voglia di raccontarci da dove è partita la sua e come ha preso l’attuale direzione?

Dopo la laurea in lingue e letterature straniere ero decisa a specializzarmi in risorse umane, così ho frequentato un master che mi ha permesso di lavorare in questo settore. Inizialmente mi sono occupata, come consulente, solo di selezione del personale ed è stato utile per capire come funzionano alcune dinamiche aziendali. Era un aspetto che mi incuriosiva, così qualche tempo dopo, sono entrata in una grande azienda con sede a L’Aquila, la Flextronic, che all’epoca contava più di 1.200 dipendenti. Nel giro di qualche anno ne sono diventata la Responsabile delle Risorse Umane. Quello che ho imparato lì mi ha consentito di propormi come freelance quando l’avventura in Flextronic si è interrotta. Oggi collaboro con aziende, business school e università. Mi occupo di progetti formativi e di coaching, con un focus sul people management: lo sviluppo delle soft skill e di tutto ciò che ruota intorno al Cross-Cultural Management.

Perché consiglierebbe a un giovane interessato al mondo delle HR di frequentare un Master?

Come dicevo, io stessa ho iniziato con un master. Uscendo dall’università serve un percorso professionalizzante. Nel Master HR Management di Giunti Academy si formano manager in grado di rispondere alle richieste reali del mondo del lavoro grazie a temi di massima attualità, all’approccio pratico, alle esercitazioni, ai gruppi di lavoro;  si lavora spesso in team acquisendo quindi una competenza essenziale al giorno d’oggi. Si comincia a sviluppare un proprio network fatto di aziende, amicizie professionali e rapporti di mentoring con i docenti che aiuteranno nello sviluppo di carriere future. Lo stage, infine, è un momento cruciale perché permette di acquisire esperienze in azienda spendibili successivamente.

E dunque cosa serve oggi a un Manager per ottenere successo?

Un tempo il posto di lavoro era il più delle volte per sempre, in uno scenario economico stabile dove l’azienda garantiva sicurezza occupazionale in cambio di fedeltà. Era una sorta di patto psicologico: a fronte di una job security si offrivano performance e risultati. La globalizzazione ha cambiato le regole del gioco. Oggi la competizione è grande e le forme contrattuali si sono moltiplicate: non più solo contratti a tempo indeterminato ma job sharing, apprendistato, somministrazione di lavoro. Chi entra nel mondo del lavoro oggi si deve confrontare con una forte discontinuità. Rispetto al passato perdere il lavoro non è l’eccezione ma la regola. Non c’è più una carriera lineare: si entra e si esce da un’azienda con grande facilità. Così diventa fondamentale imparare ad assumersi la responsabilità del proprio futuro, bisogna puntare sull’occupabilità (employability). Chi vuole avere successo deve coltivare la propria capacità di risultare appetibile sul mercato del lavoro. Un esempio. A un’azienda che non può più offrire la job security di un tempo, un manager sveglio deve chiedere la garanzia di acquisire nuove competenze e formazione costante che lo aiuteranno eventualmente a rimettersi in gioco sul mercato del lavoro. Dobbiamo impegnarci per avere un progetto professionale chiaro, in modo da prevedere dove si possono creare nuove opportunità di business e accettare che la propria professionalità possa andare in direzioni diverse da quelle immaginate. È questo l’atteggiamento che deve avere chi oggi un lavoro già ce l’ha.

Quali sono gli interventi che le vengono più richiesti dalle aziende?

Oggi si punta meno sulle competenze tecniche – hard skills – e ci si concentra sulle soft skills: sono queste che fanno davvero la differenza nel mondo del lavoro. E il World Economic Forum ha recentemente elencato quali saranno le competenze più richieste dalle aziende nei prossimi anni. Tra le principali, la capacità nella gestione delle persone, l’intelligenza emotiva, la flessibilità.

Io mi occupo principalmente di sviluppo della leadership e in particolare della personal leadership, essenziale quando si gestiscono altre persone. Spesso, nei manager che incontro anche a livelli aziendali elevati, uno degli aspetti di maggiore criticità è relativo alla gestione della propria pianificazione e della definizione dei propri obiettivi, prima ancora di quelli del proprio team. Mi viene richiesto anche di intervenire sullo sviluppo del team. Oggi le organizzazioni sono popolate da team di ogni genere, persino virtuali, che hanno bisogno di essere efficienti ed efficaci.

Infine, stanno aumentando a poco a poco le richieste di interventi su un aspetto nuovo della vita aziendale: la diversity, culturale, anagrafica, di genere. È la parte più innovativa del mio lavoro e c’è ancora tanta strada da fare.

L’impegno di risorse in ore di formazione sul posto di lavoro non è sempre visto positivamente dai vertici aziendali. Perché invece è una mossa vincente?

La prima condizione perché un intervento di formazione sia efficace è che sia sostenuto dai vertici aziendali. Invece c’è chi arriva in aula con computer o telefono e lavora mentre partecipa agli incontri. È prima di tutto il top management che deve sponsorizzare questi momenti in modo da lasciare che i propri collaboratori siano liberi dalle incombenze perché quando l’attività formativa riceve il giusto sostegno aziendale, l’impatto sulla performance è davvero decisivo. Agisce sulla motivazione e sul senso di appartenenza contribuendo fra l’altro all’employer branding, insomma è una mossa vincente sotto tutti i profili.

Giunti Academy organizza a Roma due Master dedicati alle Risorse Umane. Il Master HR Management, full time post laurea, della durata di un anno di formazione, nel corso del quale vi sarà un primo semestre in aula seguito da uno stage in aziende selezionate della durata di sei mesi. Sempre a Roma parte il Master Executive in HR Management 4.0 che impegnerà i partecipanti per 10 weekend non consecutivi.

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